I° Incontro Nazionale "Un approccio innovativo alla programmazione 2014-2020: esperienze e proposte di capacità istituzionale"

Rafforzamento della governance, programmazione integrata e condivisa, innovazione organizzativa. E' sulla capacità di far proprie, e attuare, queste esigenze di cambiamento che le nostre pubbliche amministrazioni sono chiamate ad essere all'altezza della sfida lanciata dalle nuove regole dei Fondi Strutturali. 
 
Se ne è discusso il 30 maggio, nell'ambito del Forum PA a Roma, nel corso del I° incontro nazionale del progetto Capacity SUD, occasione di riflessione sul tema del rafforzamento della capacità istituzionale e amministrativa, con il contributo degli attori delle politiche strutturali e i rappresentanti delle istituzioni comunitarie.
 
"Nel ciclo di programmazione 2007-2013 l'Italia non ha colto l'occasione rappresentata dall'Asse VII - ha ricordato Nicolas Gibert-Morin, rappresentante della DG Occupazione, Affari Sociali e Inclusione della Commissione Europea - e la maggior parte delle risorse è stata investita in assistenza tecnica più che nel potenziamento delle PA. Per il futuro è necessaria una forte discontinuità". Nelle proposte regolamentari della Commissione per il periodo 2014-2020, infatti, il rafforzamento della capacità istituzionale è considerato una priorità a se stante, trasversale rispetto agli altri dieci obiettivi tematici individuati. "Bisogna lavorare sui punti critici segnalati in sede europea per il vostro paese - ha aggiunto Gibert-Morin - e quindi ridurre il peso degli oneri amministrativi per i cittadini e per le imprese, sviluppare l'e-government, migliorare il sistema giudiziario per contrastare i fenomeni di corruzione, rafforzare gli organismi coinvolti nella gestione dei fondi".
 
"La capacity building deve essere come una miccia - ha concordato Carlo Notarmuzi, Direttore Ufficio per la Formazione dei Dipendenti delle PA del Dipartimento della Funzione Pubblica, intervendo sulle linee di indirizzo nazionali per il 2014-2020 - e deve agire da leva per tutti gli altri obiettivi  su cui si costruiranno i programmi operativi. E' necessario elaborare un programma dedicato alla capacità amministrativa, che parta dal FSE ma che si appoggi anche al FESR, coinvolgendo le Regioni ma anche gli altri enti". Un tema, quindi, quello della capacità istituzionale, che assume un carattere pregiudiziale rispetto ad una efficace azione delle politiche di intervento pubbliche, come ha sottolineato Marco Villani, Direttore Generale Formez PA.
 
In questo panorama in chiaroscuro un raggio di luce è arrivato però dal Galles e dall'esperienza del WEFO (Welsh European Funding Office), presentata nel corso del convegno da Massimo di Rienzo, Ricercatore ed esperto in capacity building per la modernizzazione della PA. Un alto livello di accompagnamento, in presenza e on line, ai potenziali beneficiari, la concentrazione delle risorse dei Programmi Operativi su un numero selezionato di progetti-chiave, scelti strategicamente in base alla loro efficacia, la trasparenza in tutte le fasi di pianificazione e gestione dei PO, il forte coinvolgimento del partenariato, il rispetto dei tempi, l'attenzione alle capacità relazionali dei dipendenti. Questi i principali elementi che fanno del modello gallese una best practice di innovazione organizzativa e gestione dei fondi strutturali nel ciclo di programmazione 2007-2013, con una forte attenzione sull'efficienza e l'efficacia degli interventi piuttosto che sul livello procedurale.
 
Ma fino a che punto un modello del genere potrebbe essere adattato in un contesto come quello italiano, nazionale e regionale, così diverso, anche dal punto di vista istituzionale? "Ispirabilità" all'esperienza gallese, più che replicabilità tout court, criticità ma anche forti spunti di stimolo e riflessione: è quanto emerso nella Tavola rotonda - moderata da Maria Adele Camerani Cerizza, Osservatorio dei finanziamenti europei Sole24Ore.com - che ha coinvolto anche le Regioni Ob. Convergenza.
 
"Trasferire la logica del lavoro insieme e del partire dai beneficiari e dal territorio, più che importare i singoli elementi", la considerazione su cui si è soffermata Valentina Donati, della regione Puglia, che ha anche ricordato come nella sua dimensione territoriale il rafforzamento dell capacità istituzionale vada di pari passo con quello del partenariato. Sull'importanza del mettere al centro dell'azione pubblica il punto di vista del potenziale beneficiario, spostando quindi l'angolo di visuale e ascoltando la domanda di trasformazione e i bisogni in modo più attento e funzionale, hanno concordato Emanuele Villa e Domenico Giubilaro, in rappresentanza della Regione Siciliana, che hanno anche posto l'accento - "le competenze ci sono, ma non riusciamo ancora ad immaginare soluzioni che ci permettano il salto di qualità" - su un limite di cultura organizzativa a volte presente nella loro realtà. Innovare, superare il rischio di autoreferenzialità, far si - come ha ricordato Notarmuzi - che le amministrazioni "non amministrino principalmente se stesse", come a volte accade, è sicuramente la sfida del futuro. Consentire quel "cambio di passo" nel segno del cambiamento proposto dall'evoluzione dei Fondi Strutturali è senza dubbio un lavoro complesso, come ha commentato Carlo Penati, esperto di sviluppo organizzativo, ma una suggestione in questo nuovo percorso la si può certamente cogliere nelle parole della stessa Gaynor Legall, Responsabile del settore ICT e Business Change, WEFO: "ad un certo punto abbiamo smesso di fare le cose nel modo giusto e abbiamo iniziato a fare le cose giuste".
 
L'evento, il primo di due incontri nazionali previsti, rientra nelle attività di networking e sviluppo di reti di relazioni e competenze comprese nel progetto Capacity SUD - realizzato da Formez PA su incarico del Dipartimento della Funzione Pubblica - nell'ambito delle iniziative finalizzate ad accrescere la capacità amministrativa ed istituzionale della Pubblica amministrazione nelle quattro regioni dell'Obiettivo Convergenza: Campania, Calabria, Puglia e Sicilia. Questo primo momento di confronto - come ha ricordato Anna Gammaldi, Dirigente Politiche di Sviluppo e Fondi Strutturali, Formez PA, concludendo la giornata - troverà occasione di ulteriore approfondimento e sviluppo nelle sessioni di lavoro della Summer School in programma per il mese di luglio 2013.